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  TURP - Chirurgia endoscopica dell'IPB
 

Ipertrofia prostatica (IPB) TURP Resezione prostatica tranuretrale con Gyrus , Laser , Vaporizzazione , ATV chiurugia a cielo aperto, adenomiomectomia prostatica transvescicale , sclerosi del collo TUIP incisione del collo vescicale vai a Ipertrofia  prostatica (IPB) TURP Resezione prostatica tranuretrale con Gyrus , Laser , Vaporizzazione , ATV  chiurugia a cielo aperto, adenomiomectomia prostatica transvescicale , sclerosi del collo TUIP incisione del collo vescicale

 
Cusumano - Turp - Chirurgia Endoscopica Dell'ipb

La resezione prostatica tranuretrale - TURP -

TURP - intevento eseguito per via transuretrale, consiste nel rimuovere l'ostacolo ostruttivo creato dall'adenoma prostatico. Noi come fonte di energia utilizziamo il PK GYRUS, che limita o esclude le perdite ematiche, e permette la rimozione del catetere dopo sole 24 ore. L'anestesia è loco regionale ( spinale o epidurale ). Il giorno dopo il paziente viene mobilizzato e dimesso il giorno successivo ( 2° giornata).

Qui saranno esposti i motivi dell’atto chirurgico, il suo svolgimento, il decorso operatorio, le conseguenze e i rischi frequenti o gravi prevedibili

TURP RESEZIONE TRANSURETRALE ADENOMA PROSTATICO
LA PROSTATA E L’ADENOMA PROSTATICO
PERCHE’ QUEST’INTERVENTO?
ESISTONO ALTRE TECNICHE
TECNICA OPERATORIA
DECORSO POST OPERATORIO
RISCHI E COMPLICAZIONI

TURP RESEZIONE TRANSURETRALE ADENOMA PROSTATICO

L’intervento proposto a come scopo quello di rimuovere il vostro adenoma prostatico. Spesso non vi è correlazione tra volume prostatico e ostruzione. Vi sono prostate molto piccole e ostruenti e prostate medio grandi non ostruenti  

LA PROSTATA
La prostata è una ghiandola posta al di sotto della vescica. Per fuoruscire dalla vescica l’urina deve tramite l’uretra attraversare la prostata. La compressione del lume uretrale provocato dall’adenoma crea un ostacolo al deflusso dell’urina ( difficoltà minzionale). La funzione principale della prostata è quella di partecipare alla formazione del liquido seminale.
La prostata è costituita da una parte interna , l’adenoma responsabile dell’ostruzione, e di una parte esterna la capsula ( prostata vera) più frequentemente coinvolta nella neoplasia della prostata.

PERCHE’ QUEST’INTERVENTO E' IL "GOLD STANDARD" DELLA CHIRUGIA DELL’IPB
L’ostruzione cervico uretrale creato dall’adenoma è una patologia benigna che è responsabile di un progressivo deterioramento della funzione di svuotamento della vescica con la comparsa di segni quali; la ritenzione cronica di urina, la difficoltà alla minzione, le alzate notturne, l’urgenza minzionale, minando così la qualità della vita.
La ritenzione cronica porta ad infezioni , sanguinamenti e danno renale progressivo.
L’ostruzione inizia attorno ai 40 anni, prosegue lenta e progressiva, tant’è che i pazienti reputano il loro flusso sempre normale fino alla comparsa dei sintomi.
L’intervento consiste nel rimuovere solo l’adenoma ( la parte centrale) e non tutta la prostata. Quest’intervento non mette al riparo il paziente di un’eventuale neoplasia (tumore maligno) della prostata, si consiglia pertanto a tutti i pazienti operati di continuare ad eseguire la prevenzione per il tumore prostatico.
Consigliato a prostate di media grandezza, anche se con l’avvento della resezione bipolare si possono trattare anche prostate più voluminose.

ESISTONO ALTRE TECNICHE
Oltre la terapia farmacologica che deve sempre essere tentata prima di un approccio chirurgico, lo SCETTRO della chirurgia della prostata spetta alla TURP resezione prostatica trans uretrale.
Il trattamento chirurgico a cielo aperto open è l’unica alternativa valida, ma va eseguita solo a prostate molto voluminose.
Esistono tuttavia altre metodiche: il laser, le fonti di calore, la crioterapia, gli ultrasuoni ecc che tuttavia non hanno mai convinto e sono tuttora in corso di valutazione.
La TUIP o incisione cervico prostatica monolaterale, si esegue in presenza di piccola prostata fibrosa con collo vescicale rigido. Ha il vantaggio di dare una buona disostruzione e di mantenere l’eiaculazione nell’oltre 90% dei trattamenti

PREPARAZIONE ALL’INTERVENTO
Una visita anestesiologica pre-intervento è necessaria.
Le urine devono essere sterili, è necessaria una terapia antibiotica mirata dopo urinocoltura, o terapia a largo spettro nel caso di paziente portatore di catetere da lungo tempo.
L’intervento si svolge in anestesia loco regionale spinale .

TECNICA CHIRURGICA
Lo strumentario è formato da un resettore tipo Iglesias, da un ottica 0° o 12°, collegato ad una telecamera e un monitor. La fonte di energia da noi usata per la resezione è il PK GYRUS che velocizza l’intervento e riduce le perdite ematiche. L’introduzione avviene previa dilatazione del meato uretrale, e se necessario si esegue un uretrotomia con Otis per evitare come complicanza le stenosi uretrali.
L’intervento consiste nel resecare “fettine” di prostata dette chips fino a raggiungere la capsula prostatica.
Si inizia dal lobo sinistro poi il lobo destro, si rifinisce l’apice (veru montanun ) e si completa con un incisione del collo vescicale.
Dopo l’emostasi, le chips vengono aspirate con un schizzettone per inviarle la laboratorio per l’esame istologico.
L’intervento si conclude con il posizionamento di un catetere vescicale a tre vie con una cistoclis (lavaggio vescicale)

   

 

DECORSO POST OPERATORIO
La cistoclisi viene sospesa il giorno dopo e il paziente mobilizzato
Il catetere vescicale di solito è ben tollerato. Il sanguinamento nel post operatorio è modesto, ma se abbondante può ostruire il catetere creando disagio al paziente finché non viene liberato dai coaguli.
La durata della cicatrizzazione della loggia prostatica è discretamente lunga oltre i tre mesi.
Si consiglia in fase di dimissione al paziente di bere 2-3 litri d’acqua al dì.
Nel mese successivo all’intervento consigliamo di non avere rapporti sessuali, non viaggiare in macchina, non andare a cavallo, moto o bicicletta, di evitare sforzi. Questo per evitare eventuali sclerosi cicatriziali del collo vescicale, e per non incorrere ad episodi di sanguinamento anche dopo 2 o 3 settimane dall’intervento.
In caso di sanguinamento abbondante ( pz in terapia con antiaggreganti –apirinetta- ) può essere necessario ricorrere nuovamente ad un ricovero per gestire l’emorragia.
Il paziente può avvertire bruciore alla minzione per un periodo variabile di tempo da pochi giorni ad alcune settimane.
La qualità dell’erezione durante il rapporto sessuale non viene modificata dall’intervento, tuttavia va informato il paziente della scomparsa dello sperma (eiaculazione retrograda ) che viene successivamente eliminato con la minzione. E’ bene precisare comunque che non vi è nessuna attinenza tra orgasmo ed eiaculazione, la seconda è una conseguenza della prima.

RISCHI E COMPLICAZIONI

Rischi generici
Come in tutti gli intervento chirurgici , compresi quelli più banali, comprendono una certa percentuali di rischi generici (compresi quelli vitali) e di complicanze, non sempre pertinenti con la patologia che stiamo trattando, legati a variabili individuali non sempre prevedibili.
Alcune di queste complicazioni, di tipo eccezionale, possono in certi casi non essere corrette con la terapia.
Nel corso di questo intervento, il chirurgo può trovarsi di fronte a situazioni non prevedibili (patologie associate), che necessitano di atti complementari o diversi da quelli esposti prima dell’intervento. In alcuni casi può essere sospeso l’intervento.
Alcune di queste complicanze sono legate al vostro stato di salute e all’anestesia. Di solito sono spegiate dall’anestesista durante il colloquio pre-operatorio.

COMPLICANZE INTRAOPERATORIE E NEL POST OPERATORIO (PRECOCI)

FREQUENTI:
-Sanguinamento che necessita la rimozione dei coaguli con un siringone tramite il catetere vescicale
-Infezione urinaria
-Epididimite

OCCASIONALI:
- riassorbimento intraoperatorio del liquido di lavaggio (oggi più raro perché viene utilizzata soluzione fisiologica e non mannitolo e sorbitolo che era la causa della sindrome da riassorbimente, spesso con esiti gravi.
- Emorragia importante che necessita di trasfusioni

RARE O OCCASIONALI:
- Lesione del nervo sciatico popliteo , o lussazione dell’anca legato alla posizione del paziente

COMPLICANZE POST OPERATORIE TARDIVE

- Stenosi del meato uretrale, dell’uretra o del collo vescicale
- infezioni delle vie urinarie o epididimite
- sgocciolamento post minzionale
- urgenza minzionale ,che simula l’incontinenza agli occhi de paziente, dovuta spesso ad una vescica iperriflessica
- rischio di re intervento per disturbi ostruttivi è da mettere in considerazioni a distanza di anni