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  La Nefrectomia Radicale a
 

Tumore renale, nefrectomia radicale laparoscopica, nefrectomia parziale laparoscopica, nefrectomia radicale a cielo aperto, chirurgia robotica del rene vai a Tumore renale, nefrectomia radicale laparoscopica, nefrectomia parziale laparoscopica, nefrectomia radicale a cielo aperto, chirurgia robotica del rene

 
Cusumano - La Nefrectomia Radicale A

LA NEFRECTOMIA RADICALE  "A CIELO APERTO"  

Qui saranno esposti i motivi dell’atto chirurgico, il suo svolgimento, il decorso operatorio, le conseguenze e i rischi frequenti o gravi prevedibili
LA NEFRECTOMIA RADICALE
IL RENE
PERCHE’ ESEGUIRE UNA NEFRECTOMIA ?
ESISTONO ALTRE POSSIBILITA’ ?
PREPARAZIONE ALL’INTERVENTO
TECNICA OPERATORIA
DECORSO POST OPERATORIO
RICHI E COMPLICAZIONI

LA NEFRECTOMIA RADICALE
L’intervento proposto è l’asportazione del rene affetto da neoplasia maligna.
Si esegue nefrectomie semplici anche per patologie non maligne del rene: rene escluso (non funzionante) infetto, rene policistico con ematurie severe ecc
Questo intervento viene eseguito a cielo aperto, o in chirurgia laparoscopica.
Nel nostro gruppo, tranne che in rari casi viene scelta la via laparoscopica.

IL RENE
Il rene è un filtro, che con sofisticato sistema di scambi, controlla la filtrazione del sangue, l’eliminazione delle sostanze nocive, e il riassorbimento di elementi indispensabili per l’organismo.
Di solito abbiamo 2 reni posti nell’adomme ( posteriormente, retro peritoneo ) al di sotto del torace, e ai due lati della colonna vertebrale.
L’urina prodotta dai reni, viene convogliata attraverso gli ureteri verso la vescica che ha la funzione di serbatoio di raccolta, prima dell’emissione all’esterno (minzione).
Dopo nefrectomia, il rene superstite ha capacità compensatorio ( aumenta il suo volume e la sua funzionalità) , garantendo un’adeguata capicità di depurazione.

PERCHE’ ESEGUIRE QUEST’INTERVENTO ?
Gli esami eseguiti hanno messo in evidenza una neoplasia maligna del rene. Tale patologia può essere sintomatica, o essere stata scoperta occasionalmente ( vedi neoplasia renale )
Il trattamento chirurgico proposto è la rimozione del rene e del grasso perirenale, asportando “en bloc” la neoplasia.
Il carattere benigno o maligno di questa neoplasia sarà definitivamente accertato dopo l’esame istologico.
In alcuni casi selezionati può essere eseguita una biopsia della neoformazione TC guidata. La biopsia del rene non è sempre derimente e sicura ai fini di una benignita della lesione (falsi negativi).
Quest’intervento è indispensabile, in quanto la neoplasia ci espone a sintomatologia clinica spesso ingravescente (dolore, febbre, sanguinamento), anche se può essere completamente asintomatica.
La non rimozione del rene malato espone ad una progressione della malattie con metastasi polmonari, ossee, epatiche, invasione neoplastica della vena renale con conseguenti embolia ad alto rischio di mortalità.

ESISTONO ALTRE POSSIBILITA’ ?
E’ l’unico intervento che ci permette di avere una diagnosi certa e definitiva della lesione, e di poter trattare e controllare la malattia. L'altra possibilità è eseguirla con tecnica laparoscopica.

PREPARAZIONE ALL’INTERVENTO
Una visita anestesiologica pre-intervento è necessaria.
L’intervento viene svolto in anestesia generale.
Oltre una TC total body per stadiare la malattia, non eseguiamo un’angioTC per studiare la vascolarizzazione del rene. Lo studio preventivo della vascolarizzazione è fondamentale per evitare le perdite ematiche durante l’intervento ( chirurgia senza trasfusioni ).
Indispensabile eseguire una scintigrafia renale sequenziale per valutare il buon funzionamento dell’altro rene.


TECNICA OPERATORIA
TECNICA CHIRURGICA A CIELO AERTO “ OPEN”
Varie sono le vie di accesso, la toracofrenolaparotomia e la via anteriore bi-sottocostale ( sono le nostre preferite ), la scelta dipende dalla posizione della neoplasia, dal suo volume, dalla vascolarizzazione, dalla conformazione fisica del paziente.
Oggi dopo l’avvento della Laparoscopia, nel nostro centro questa tecnica viene eseguita solo in rari casi ( invasione della vena renale e della cava da trombo neoplastico o masse particolarmente voluminose, oltre 8/10 cm), nel trauma renale in urgenza.
Il rene va isolato compreso il grasso perirenale, e dopo la legatura dell’arteria ( o arterie ), e della vena renale si procede all’aspotazione dell’organo dopo aver legato l’uretere. La ghiandola surrenalica viene asportata solo in caso di necessità.

 


DECORSO POST OPERATORIO
Lo stomaco viene drenato con un sondino naso gastrico, al fine di agevolare il nostro lavoro durante l’intervento (dilatazione gastrica), e per evitare al risveglio vomito con conseguente aumento di pressione endoaddominale . Il sondino va rimosso poche ore dopo il risveglio al massimo il giorno dopo.
Viene posizionato un catetere vescicale di Foley, per monitorizzare la diuresi (produzione d’urina) del rene residuo. Rimozione 1-2 giorni dopo.
Il dolore viene gestito con un elastomero ( serbatio elastico ) che fornisce la giusta quantità di analgesici nelle 24 ore. La terapia del dolore di solito viene sopesa il giorno dopo.
Il paziente viene mobilizzato il giorno dopo, salvo complicanze, e la ripresa dell’alimentazione varia a secondo della ripresa della peristalsi intestinale.
I pazienti vengono dimessi dalla 3°alla 5° giornata post operatoria, ma necessitano di almeno 15 giorni di convalescenza.
Controlli post operatori rispondono a due quesiti:
- monitorare l’andamento della malattia ( in caso di neoplasia maligna)
- monitorare la funzione del rene superstite

RISCHI E COMPLICANZE

Rischi generici

Come in tutti gli intervento chirurgici , compresi quelli più banali, comprendono una certa percentuali di rischi generici (compresi quelli vitali) e di complicanze, non sempre pertinenti con la patologia che stiamo trattando, legati a variabili individuali non sempre prevedibili.
Alcune di queste complicazioni, di tipo eccezionale, possono in certi casi non essere corrette con la terapia.
Nel corso di questo intervento, il chirurgo può trovarsi di fronte a situazioni non prevedibili ( anomalie anatomiche, patologie associate ecc), che necessitano di atti complementari o diversi da quelli esposti prima dell’intervento. In alcuni casi può essere sospeso l’intervento.
Alcune di queste complicanze sono legate al vostro stato di salute e all’anestesia. Di solito sono spegiate dall’anestesista durante il colloquio pre-operatorio.

RISCHI SPECIFICI COLLEGATI ALL’INTERVENTO

Lesioni di organi meritevoli o di riparazione (fegato) o di rimozione (milza).
Lesione vascolare di strutture importanti ( vena cava) , con importante sanguinamento che necessita di emotrasfusioni.

RISCHI NEL POST OPERATORIO

Sanguinamento che giustifica un re intervento (rara)
Rischi di tromboflebiti e embolia polmonare.
Rischi di infezione della parete addominale ( pazienti obesi e diabetici)
Polmoniti consensuali ( dalla parte del rene operato)
Complicanze gastro intestinali ( dilatazione di stomaco, ritardo della canalizzazione