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  UtilitÓ della FISH per il carcinoma vescicole - Dr Roberto Cusumano
 

FISH PREVENZIONE E CONTROLLO NEOPLASIA VESCICALE , MONITORAGGIO NEOPLASIA CARCINOMA DELLA VESCICA , TEST VALUTAZIONE AGRESSIVITA' NEOPLASIA VESCICA vai a FISH PREVENZIONE E CONTROLLO NEOPLASIA VESCICALE , MONITORAGGIO NEOPLASIA CARCINOMA DELLA VESCICA , TEST VALUTAZIONE AGRESSIVITA' NEOPLASIA VESCICA

 

Epidemiologia e fattori di rischio del carcinoma uroteliale

In Italia, ogni anno, vengono diagnosticati circa 17.000 (dati CNR MIUR, 2005) nuovi casi di carcinoma uroteliale. Il principale fattore di rischio è rappresentato dall’uso di tabacco ed esposizione occupazionale ad amine aromatiche. -
La sede più frequente è la vescica (70% dei casi).
È un tumore genericamente poco aggressivo e si limita agli strati più superficiali della mucosa vescicale (circa 70-75% dei casi) ma in alcuni casi può infiltrare la parete muscolare, i tessuti circostanti e metastatizzare.
La probabilità di recidiva varia dal 50 al 70 % a seconda del grado di tumore.
 

 

Iter diagnostico convenzionale dopo ematuria macroscopica

Dopo citologico urinaria o del BTA TEST positivo si procede con:
. Ecografia apparato urinario ( renale e vescico prostatica sovra pubica)
. Uretro-cistoscopia esplorativa diagnostica
. In caso di lesioni sospette, eseguiamo biopsia per esame istologico, Tur stadiante o resezione vescicale trans uretrale.
. Se la cistoscopia non mette in evidenza alcuna lesione, si effettua una uro -TAC con mezzo di
contrasto per valutare pelvi renali ed ureteri.
LIMITI DIAGNOSTICI
- Elevata percentuale di falsi negativi della citologia urinaria nel caso di tumore di basso grado
- Nel 20 -30 % dei casi anche la cistoscopia è falsamente negativa (in presenza di lesioni piatte
come carcinoma in situ)
- La cistoscopia non può rilevare lesioni dell’uretere e del bacinetto renale.
FOLLOW UP DOPO INTERVENTO
In seguito all’intervento sulla vescica, spesso di tipo TURV (resezione transuretrale di neoformazione vescicale), per il monitoraggio delle recidive la cistoscopia viene eseguita:
• Ogni tre mesi entro i primi 2 anni
• Ogni sei mesi dai 2 ai 4 anni
• Annualmente dopo i cinque anni

Un nuovo test diagnostico


Esistono metodiche in grado di ridurre il numero di cistoscopie, il disagio del paziente e garantire un’elevata affidabilità diagnostica?
Da più di dieci anni è stata messa a punto una metodica di citogenetica molecolare interfasica per evidenziare l’aneuploidia (alterazione nel numero dei cromosomi) che caratterizza la trasformazione neoplastica delle cellule.
Si tratta della FISH (Fluorescence In Situ Hybridization), che utilizza una sonda molecolare (piccola sequenza di DNA) marcata con sostanze fluorescenti in grado di rilevare l’aumento
del numero dei cromosomi 3, 7 e 17 e la perdita di un gene situato sul braccio corto del cromosoma 9 (9p2l) che codifica per la proteina p16 (oncosoppressore).
• L’esame si considera positivo in presenza di almeno 4 cellule con polisomia dei cromosomi citati o di 12 cellule con perdita omozigote (entrambe le copie) di 9p21.

 

Significato anticipatorio della FISH


Un aneuploidia in alcuni tumori epiteiali allo stadio iniziale è sovente l’unica alterazione rilevabile
• il 27 % dei pazienti in monitoraggio per rischio di recidiva risulta positivo per FISH, senza alcuna
altra evidenza laboratoristica o strumentale della presenza della patologia (uro -TAC, cistoscopia
e citologia negative)
• nel 65% di questi casi, il carcinoma giunge alla diagnosi nell’arco di 29 mesi!
Ciò conferisce all’indagine di citogenetica molecolare una notevole capacità “anticipatoria’.


Applicazione della FISH

• La FISH andrebbe sempre prescritta prima di una cistoscopia. in quanto un risultato positivo evita
una inutile seduta esplorativa e permette di eseguire direttamente una cistoscopia “ operatoria”,
con risparmio di risorse e minore invasività e disagio per il paziente.
• Secondo recenti evidenze scientifiche, la FISH può essere utilizzata anche per individuare la sede
della neoplasia non vescicale. analizzando selettivamente le urine raccolte dai singoli ureteri.

LIMITI
• Necessità di una lettura microscopica manuale costretta a basarsi su un numero limitato di
osservazioni (minimo di 25 cellule scelte per la loro atipicità)
• Impiego di personale esperto
• Soggettività dell’analisi
• Tempi di risposta più lunghi rispetto alla citologia tradizionale
• Aumento dei costi a causa della laboriosa analisi manuale.

 

Come superare questi limiti


• ESTENDENDO L’ANALISI AD UN CONSIDEREVOLE NUMERO Dl CELLULE
in questo modo aumenta la sensibilità del test ma soprattutto si ottengono informazioni aggiuntive
sull’invasività e l’aggressività del tumore.
• INFATTI, SECONDO RECENTI DATI DI LETTERATURA, SI POSSONO OTTENERE
DALLA FISH ANCHE INDICAZIONI QUANTITATIVE
- una percentuale di cellule aneuploidi superiori al 5 % sembra correlare con aumentato rischio di recidiva
- una percentuale di cellule aneuploidi superiori al 10% sembra riflettere l’aggressività della neoplasia e l’invasione della sottostante tunica muscolare.
• QUESTI OBBIETTIVI POSSONO ESSER RAGGIUNTI ESEGUENDO LA FISH CON UN
SISTEMA COMPUTERIZZATO AUTOMATIZZATO.

 

Ikonlscope

Ikoniscope è un microscopio automatizzato/robotizzato che, grazie ad un potente software basato su algoritmi che sfruttano i frattali, può analizzare fino a 175 vetrini in assoluta autonomia (senza assistenza da parte dell’operatore) e fino a 6o.ooo cellule per paziente, con una sensibilità mai raggiunta prima d’ora.
Ad una prima scansione dell’intero vetrino a basso ingrandimento, finalizzata a localizzare i nuclei delle cellule uroteliali, segue una seconda scansione ad alto ingrandimento su cellule valutate atipiche, durante la quale vengono captati i segnali fluorescenti corrispondenti ai cromosomi.
Ogni singolo nucleo viene fotografato su nove diversi piani focali e tutte le immagini. di cui è possibile aumentare la risoluzione e studiare il dettaglio. Vengono quindi catalogate in un archivio digitale in modo da facilitare e velocizzare il lavoro dell’operatore che può finalmente concentrarsi sulla parte più importante del processo: l’interpretazione e la validazione del risultato del test.


FISH test mediante Ikoniscope®


Presso il Centro Diagnostico Italiano di Milano è eseguibile (anche in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale il FISH test con Ikoniscope per la prevenzione e la diagnosi del tumore uroteliale.
Un equipe composta da genetisti e da anatomo-patologi esamina le immagini raccolte con Ikoniscope® ed elabora un referto corredato di immagini ottenute in microscopia ad alto
ingrandimento.


Vantaggi della FISH eseguita con Ikoniscope®


• SENSIBILITÀ. NOTEVOLMENTE AUMENTATA
• OLTRE ALLA BASSA INVASIVITÀ ED AL PROLUNGAMENTO DELL’INTERVALLO
TRA DUE CONTROLLI CISTOSCOPICI SUCCESSIVI (VANTAGGI CONFERITI ANCHE
DALLA FISH TRADIZIONALE) IKONISCOPE GARANTISCE UNA DIAGNOSI
NOTEVOLMENTE PRECOCE
• I TEMPI DI ANALISI E Dl REFERTAZIONE SONO NETTAMENTE DIMINUITI
• MIGLIORE QUALITÀ DELL’ANALISI GRAZIE ALLA MAGGIOR AUTOMAZIONE E
STANDARDIZZAZIONE DELLA METODICA
• CREAZIONE DI UN ARCHIVIO FOTOGRAFICO DIGITALE, FONDAMENTALE NEI CASI
DI FOLLOW-UP
• REFERTO CORREDATO DA GALLERIA FOTOGRAFICA


BIBlIOGRAFIA
Bladder Cancer Detection Using FISH (UroVysion Assay): Kevin C. Halling and Benjamin R. Kipp, - Adv: Anat. Pathol. Vol. 15. Number 5, September 2008
Multiprobe FISH for Enhanced Detection of Bladder (Cancer in Voided Urine Specimens and Bladder Washings: Lucas Bubendorf. Bruno Grilli, Guido
Sauter Michael J. Mihatsch, Thomas C. Gasser and Peter Dalquen- Am J Clin Pathol 2001; 116: 86
Quantitative Fluorescence in Situ Hybridization and its ability to predict bladder cancer recurrence and progression to muscle-invasive bladder cancer:
B. R. Kipp, M. Tanasescu, TA. Else, S. C. Bryant, R. J. Karme, T. J Sebo and K. C. Halling – Journal of Molecular Diagnostic, Vol. 13, N° 2 Marzo 20009
Detection of Bladder Cancer from the Urine using Fluorescence in Situ Hybridization Technique: P. Riesz, G. Lotz, C. Paska, A. Szendroi, A. Majoros,
Z. Nemeth, P. Torzsok, T. Szarvas, I. Kovalszky, Z. Schaff, I. Romics, A. Kiss -
Pathology Oncology Research Vol. 13, N° 3, 2007
The Development of a Multitarget , Multicolor Fluorescence in Situ Hybridization Assay for the Detection of Urothelial Carcinoma in Urine: Sokolova
I . A. Journal of Molecular Diagnostic 2000; 2: 116-123
Reflex UroVysion Texting of Bladder Cancer Surveillance Patients With Equivocal or Negative Urine Cytology: A Prospective Studv With Focus on the Natural
History of Anticipatory Findings – Brian J. Yoder, Marek Skacel, Ryan Hedgepeth, Denise Babineau, James C. Ulchaker, Louis S. Liou, MD, Jennifer A. Brainard, Charles V. Biscotti,
J. Stephen Jones and Raymond R. Tubbs Am J Clin Pathol 2007; 127; 295 - 301
Surveillance of patients wìth bladder carcinoma unsing fluorescence in-situ hybridization on bladder washings: Jonathan Bergman. Richard C. Reznichek and Jacob Rajfer 2007 BJU International; 101, 26-2


Procedura

L’ESAME VIENE ESEGUITO SULLE URINE
• Vengono scartate le prime urine del mattino poiché presentano notevole lisi cellulare
• Le urine emesse con le successive minzioni vengono versate in appositi contenitori (ThinPrep) al
fine di fissare e conservare le cellule
• Il contenitore viene inviato con DHL al Centro Diagnostico Italiano entro 72 ore.


Richiesta di FISH su cellule uroteliali


Prescrivere “FISH cellule uroteliali” oppure “Ricerca aneuploidie cellule uroteliali con FISH”, compilare il modulo anamnestico di accompagnamento contenuto nel kit e consegnare ai paziente il kit completo.
La prestazione è erogabile in regime di Servizio Sanitario Nazionale, mediante impegnativa da parte del medico curante.
Una volta completato l’esame, lo Specialista Urologo richiedente sarà contattato personalmente dalla nostra equipe, così da essere informato in anticipo sull’esito dello stesso.
Il referto sarà inviato per raccomandata al medico curante/richiedente.