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  Incontinenza e Sessualitā
 

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Cusumano - Incontinenza E Sessualitā

INCONTINENZA E SESSUALITA’

Incontinenza
Nel corso dell’intervento, lo sfintere (muscolo deputato a trattenere le urine) può risultare leggermente danneggiato perdendo la sua tenuta. La perdita di tono muscolare, non gli permette più di chiudere il canale uretrale, facendo sgocciolare all’esterno piccole quantità d’urina.
Esiste un’incontinenza completa che comporta una costante e continua perdita d’urina richiedendo l’uso di pannoloni, e un’incontinenza da posizione con perdita di modeste quantità di urina nel passaggio dalla posizione seduta - in piedi.
Durante la notte le perdite di urina sono indiscutibilmente inferiori e in alcuni casi assenti.
Anche dopo il recupero della continenza, si possono verificare piccole fughe urinose dopo sforzi o colpi di tosse.
Questa incontinenza possibile ma raramente definitiva dura da poche settimane ad alcuni mesi, raramente oltrepassa l’anno. Tuttavia in alcuni casi la persistenza definitiva di fughe urinose avverrà dopo sforzi importanti o dopo una giornata particolarmente faticosa necessitando l’uso di un salva slip. Spesso è necessaria una riabilitazione eseguita dal paziente stesso con esercizi giornalieri, e può essere associata a una vera e propria riabilitazione del pavimento pelvico, con elettrostimolazioni e Biofeedback.

Sessualità
I nervi che gesticono l’erezione sono accompagnati da piccole arterie e vene che irrorano la prostata. I fasci nervosi destro e sinistro, formano lateralmente all’esterno della prostata una fitta rete di fibre microscopiche che si portano a ridosso della prostata a meno di 1 millimetro.
Per rimuovere la prostata è necessario sezionare tutti questi piccoli elementi vascolari senza danneggiare irrimediabilmente i fasci nervosi, e nello stesso tempo essere in grado di non lasciare margini positivi (fallimento dell’intervento).
Con la tecnica laparoscopica o robotica, la dissezione intrafasciale è più agevole preservando con maggior facilità i fasci nervosi a scapito spesso di margini positivi. Mentre la dissezione interfasciale, realizzata a cielo aperto ha minor rischi di margini positivi, ma in risultato sulla potenza è sicuramente inferiore.

Preservare i fasci nervosi deputati all’erezione è sempre eseguita quando il paziente:

  1. Ha un’attività sessuale ancora valida.
  2. E’ molto motivato al mantenimento della propria sessualità (partner molto giovane).
  3. Ha una neoplasia di piccole dimensioni senza nessun rischio d’invasione capsulare.
  4. Ha un tumore solo da un lato della prostata, questo permette di salvare li fascio nervoso contro laterale.

La RMN è in questo caso fondamentale per decidere la strategia chirurgica da adottare:

  1. Salvataggio dei fasci nervosi (tecnica nerve sparing).
  2. Salvataggio mono laterale
  3. Controindicazione

Tuttavia questa decisione di solito è presuntiva, in corso d’intervento ci possono essere un certo numero di circostanze che portano ad un cambiamento della strategia iniziale. In alcuni casi l’infiammazione secondaria alla biopsia prostatica porta ad una vera e propria “fusione” dei fasci nervosi alla capsula prostatica, rendendo impossibile separare i due elementi. Per questo motivo consigliamo dai 2 ai 3 mesi d’attesa dopo la biopsia prima di procedere ad un intervento di prostatectomia. La stessa situazione la incontriamo nei pazienti sottoposti a adenomiomectomia per via trans vescicale o per TURP resezione tran uretrale della prostata.

Il recupero funzionale dell’erezione è molto precoce nella tecnica laparoscopica o robotica, più lenta nella tecnica a cielo aperto. Il tempo, se il danno dei fasci nervosi non è grave, farà riapparire l’erezione dopo circa dodici mesi con una rigidità incostante. Esistono tecniche farmacologiche riabilitative.

Spesso l’uomo, di fronte ad altri (medici compresi), tende a sovrastimare la sua qualità erettiva, e la sua frequenza di rapporti con erezioni qualitativamente valide. Spesso abbiamo delle perdite d’erezione parziale durante il rapporto sessuale, che sono collegate allo stress o ad altre cause, trattate empiricamente con farmaci proerettivi (ViagraR). In questi casi bisogna essere sinceri con se stessi se è meglio conservare una sessualità, già in fase di declino, a scapito di una sicurezza assoluta dell’atto chirurgico (tecnica non nerve sparing, radicalità assoluta).