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  Trattamenti proposti
 

Tumore prostatico, prostatectomia radicale laparoscopica, robotica vai a Tumore prostatico, prostatectomia radicale laparoscopica, robotica

 

Trattamenti attualmente proposti

L’intervento di prostatectomia radicale, consiste nell' asportare in blocco  la prostata comprese le vescichette seminali, può essere eseguita con tecnica “nerve sparing”, risparmiando così i fasci nervosi erigendi (mantenimento dell’erezione). Le complicanze principali sono l’incontinenza urinaria, e la scomparsa dell’erezione.

La radioterapia conformazionale, permette la distruzione delle cellule tumorali irradiando la prostata, con scarsi effetti collaterali. Può essere usata come singola terapia, o associata ad una TURP (resezione prostatica trans uretrale) in caso di ostruzione cervico uretrale associata. Dopo il centraggio eseguito con un Tc, inizia il trattamento che è di 36 sedute giornaliere.

La brachiterapia: vengono posizionati dei semi radioattivi, sotto controllo ecografico, che distruggono con lo stesso meccanismo della radioterapia le cellule cancerose della prostata. La differenza è che la radioterapia agisce dall’esterno, mentre la brachiterapia agisce dall’interno. Si tratta di una procedura minimamente invasiva che si completa in un'unica seduta operatoria della durata di circa 90 minuti.

HI-FU Ultrasuoni focalizzati ad alta intensità, o termo ablazione prostatica. Viene eseguita con una sonda trans rettale controllata eco graficamente. Necessità di un ricovero di due giorni, con rapido ritorno alla normalità. Questa tecnica rappresenta un alternativa anche dopo ripresa di malattia dopo radioterapia. E’ un’ulteriore possibilità terapeutica solo in casi selezionati.

Terapia farmacologica: blocco androginico totale (BAT) consiste in una castrazione chimica, equivalente all’asportazione dei testicoli (orchiectomia bilaterale). Ha come effetto secondario la scomparsa della libido e quindi dell’erezione. Viene eseguito con LHRH analoghi + antiandrogeni

Blocco androginico parziale, consiste nell’assunzione di sostanze che vanno a bloccare selettivamente i recettori androgenici della neoplasia. Con questa terapia la libido e l’erezione sono parzialmente conservati. Come effetto collaterale, una ginecomastia con sensibilità aumentata del capezzolo


Indicazioni per ogni singolo trattamento
In modo sintetico vi proponiamo quello che la comunità urologica scientifica mondiale consiglia.

La prostatectomia radicale

Oggi può essere eseguita a cielo aperto, in laparoscopia, robotica.
E’ il trattamento di prima scelta nel giovane e nei pazienti fino a settanta anni in assenza di patologie importanti concomitanti.
Dopo l’intervento, il PSA si azzera, e se l’azzeramento oltrepassa i cinque anni possiamo definire il paziente clinicamente guarito.
L’aumento del PSA a distanza dall’intervento senza ripresa di malattia locale viene definita recidiva biologica di malattia. In questo caso possiamo intervenire con la radioterapia o con la terapia farmacologica, o con ambedue a secondo dei casi.
Dopo intervento di prostatectomia radicale, la sopravvivenza a quindici anni è del 90%.


 

La radioterapia conformazionale

E’ riservata ai pazienti che:
Rifiutano la terapia chirurgica, per i rischi sopra elencati (impotenza, incontinenza), nonostante la loro giovane età.
Hanno un’età oltre i settanta anni. In questi casi bisogna sempre valutare l’età cronologica con quella biologica del paziente e le sue patologie associate.
Controindicazione medica alla chirurgia: patologie cardiologiche, polmonari, cerebrovascolari, altre neoplasie associate.
Neoplasia prostatica localmente sconfinata.
Recidiva locale o biologica dopo chirurgia radicale.
Il PSA diminuisce ma non si azzera, un suo successivo innalzamento indica una ripresa di malattia.
In caso di recidiva, l’intervento non è più consigliato in quanto i tessuti sottoposti a radiazioni sono alterati e non permettono un buon clivaggio (separazione dei vari componenti). Le complicanze post chirurgiche sono molto elevate.
Dopo radioterapia conformazionale, la sopravvivenza a quindici anni è del 85%.

 

La brachiterapia

E’ riservata ai pazienti che:
Rifiutano la terapia chirurgica, per i rischi sopra elencati (impotenza, incontinenza), nonostante la loro giovane età.
Hanno un’età oltre i settanta anni. In questi casi bisogna sempre valutare l’età cronologica con quella biologica del paziente e le sue patologie associate.
Controindicazione medica alla chirurgia: patologie cardiologiche, polmonari, cerebrovascolari, altre neoplasie associate.
I risultati del PSA e della sopravvivenza sono sovrapponibili a quelli della radioterapia esterna, e anche in questo caso l’intervento chirurgico in caso di recidiva è sconsigliato.
La brachiterapia, è una tecnica costosa e pochi centri in Italia la utilizzano.

 

L’HIFU

Proposta a pazienti con limite d’età o con patologie associate che escludono la chirurgia radicale.
Può anche essere usata dopo fallimento della radioterapia.

 

Terapia farmacologica:

Può essere associata alla terapia radiante (terapia sandwich).
Di solito usata in pazienti non operabili, o con aspettative di vita modeste.
Pazienti con intolleranza alla radioterapia (effetti collaterali).
Ripresa di malattia biologica non gestita dalla radioterapia.


 

Più l’uomo è giovane, più la chirurgia rimane il trattamento di prima scelta per il tumore della prostata. Dopo chirurgia è possibile eseguire una radioterapia a completamento in caso di margini positivi o ripresa di malattia. Dopo fallimento della radioterapia, l’intervento chirurgico è sconsigliato.