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  Le derivazioni urinarie
 

Tumore vescicale , Turv resezione endoscopica , Bricker vai a Tumore vescicale , Turv resezione endoscopica , Bricker

 
Cusumano - Le Derivazioni Urinarie

Le derivazioni urinarie dopo cistectomia radicale

La cistectomia radicale (asportazione della vescica) per neoplasia vescicale, o la perdita di funzione della vescica (vescica neurologica) ha spinto numerose equipe urologiche a ricercare il modo più semplice e fisiologico di derivare le urine (portare le urine all’esterno) sulla cute (stomia).
Vengono suddivise in :

derivazioni esterne: stomie sulla parete addominale
derivazioni interne: neovescica ortotopica, o attraverso il retto (vescica rettale)

Descriveremo sommariamente le tecniche da noi adottate.
Oltre la neovescica ortotopica esistono altre tecniche di derivazione, che per semplicità raggruperemo in:
Dirette: ureterocutaneostomia mono o bilaterale.
Indirette: tramite un’ansa intestinale, serbatoi che possono essere continenti (Mainz Pouch) o non continenti (Bricker).

Ureterocutaneostomie (UCS) mono o bilaterali  

 

Consiste nel mettere in comunicazione gli ureteri direttamente all’esterno sulla cute, per permettere all’urina di defluire all’esterno, e raccoglierla in due sacchetti UCS bilaterale, o in un sacchetto UCS monolaterale.
L’UCS può essere una soluzione definitiva, ma anche temporanea per permettere una radioterapia ed eseguire una neovescica in un secondo tempo. La neovescica ileale sopporta male la radioterapia.
La tecnica è molto semplice, gli ureteri sono anastomizzati (fissati) sulla pelle, è posizionato un catetere all’interno dell’uretere per evitare il restringimento della stomia, e sarà sostituito ogni 6/8 settimane.
Complicanze nell’UCS:
Le infezioni urinarie frequenti, spesso associate a febbre (pielonefrite) portano a un danno progressivo del rene. Le infezioni e la funzionalità renale deve essere monitorizzata.
Le stenosi delle stomie
Idronefrosi (dilatazione del rene)

 

 

Ureterostomia transintestinale non continente sec Bricker  
E’ sicuramente la tecnica più utilizzata, i due ureteri sboccano in un segmento d’intestino isolato e leggermente curvo per evitare il reflusso, che viene a sua volta anastomizzato (collegato) alla cute. La sacca di raccolta delle urine deve essere sostituita a giorni alterni.
Complicanze della Bricker:
Stenosi dell’anastomosi uretero-ileale
Stenosi della stomia cutanea


Ureterostomia trans intestinale continente (Mainz Pouch)  
Consiste nel realizzare un serbatoio intestinale collegato alla cute dell’addome, con un sistema di valvola che impedisce il defluire spontaneo delle urine all’esterno. E’ un’ansa detubularizzata che permette di ottenere una bassa pressione del serbatoio, e che partecipa con questo meccanismo alla continenza. Anche le anastomosi tra gli ureteri e il serbatoio vengono confezionate con plastica antireflusso.
Tecnica più complessa, ma in caso di riuscita, permette, tra i cateterismi di svuotamento (ogni 3-4 ore), di restare senza sacca di raccolta, con una piccola medicazione.
Complicanze della Mainz Pouch:
Calcolosi del serbatoio conseguente ai frequenti cateterismi e all’infezione consensuale.
Mancanza di tenuta della valvola a livello della parete addominale.
Stenosi delle anastomosi ureterali, idronefrosi mono o bilaterale, con insufficienza renale
Reflusso ureterale mono o bilaterale (plastica antireflusso inefficace) con infezioni renali (pielonefrite) e conseguente insufficienza renale.


L’alimentazione
A livello alimentare, per limitari i rischi di infezione e di calcolosi, bisogna:
diminuire gli alimenti alcalinizzanti: agrumi, latte, acque gassate,
aumentare gli alimenti acidificanti: mirtillo, prugne, cavolo, cereali, carne, pesce e uovo
E’ importante affidarsi a centri specialistici per la gestione, la cura e la riabilitazione dei pazienti stomizzati.
Controlli regolari presso il proprio urologo, per limitare i rischi delle complicanze.